Il primo campionato amatoriale di padel a Genova

Odio il big match

Nello stesso giorno – e sarà un caso? – in cui la Juve patteggia e una delegazione genovese festeggia, si gioca finalmente il tanto atteso big match della prima giornata. Scende la notte e arrivano le stelle: Mainardi e Pirolo sfoggiano la nuova divisa bianca e nera del Team Odio, che con eleganza e simpatia ricorda a tutti quale sentimento verso gli altri li tiene uniti. Ma è difficile intimidire la gioventù sfacciata, e Grillo e Bertolotto entrano in campo senza paura, pronti a giocarsi ogni quindici fino alla morte.
Partita vibrante, tesa, a tratti spigolosa, che nessuna gioca al meglio. L’età media è piuttosto bassa, ma sembra di stare in ospizio: a uno fa male la spalla, l’altro accusa dolore al piede, un terzo si lamenta di un infortunio agli addominali. Per non sentirsi da meno Bertolotto accenna a un attacco di orchite, ma dopo aver saputo quanto costa la visita dall’urologo torna sui suoi passi e si limita a un più semplice mal di testa.
Mainardi e Pirolo vincono il primo set, ma poi sarà una distrazione, un calo di concentrazione, un meno quattro in classifica o solo l’illuminazione che sfarfalla: la seconda partita assomiglia a un disastro, e i Grillotto la portano a casa con un comodo 6-1. Il terzo set si infiamma, Mainardi cresce e prende Pirolo per mano, dopo un inizio combattuto la gara va nella direzione degli Odios: 6-2, primi tre punti in classifica, primo messaggio al gruppo. Caponi piange lacrime amare quando il risultato inizia a circolare, Guala e Ciao continuano a guardare tutti dall’alto.
Fin qui pronostici rispettati e seconda giornata in vista. Tutti pronti, o quasi: Radio Padel annuncia un’intervista esclusiva a Pesalovo e Platania, finiti in rehab al centoquattresimo rifiuto degli avversari di giocare. Ma lunedì, se non nevica, non arrivano le cavallette, gli unni o le valchirie, finalmente si chiude questa travagliata prima giornata.

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