Il primo campionato amatoriale di padel a Genova

Il paradiso, la palude e gli underdog

Gli strali del Direttivo, un brutto infortunio per uno dei migliori giocatori di Zep (in bocca al lupo Saverio, ti aspettiamo per la stagione 2025!), qualche polemica sul quando e dove giocare, e naturalmente tanta tensione per gli ultimi match decisivi: arriva ottobre e la regular season 2024 va in archivio, spalancando le porte delle Finals. C’è chi dice che il fascino di Zep stia proprio nella sua lunga stagione, negli equilibri perennemente instabili, nelle crescite e nei cali, fisiologici per ogni coppia nel corso di dieci mesi di campionato. Così, anche il finale regala sorprese e sconvolgimenti di classifica, e il quadro di play off e play out ribalta qualche pronostico. Adesso tutti a caccia di un posto nel paradiso zepparo, verso le finali (e la cena sociale) del 29 novembre, verso il piacere di asfaltare qualcuno, prendersi una rivincita, farsi un match di waterpadel su uno dei cari campi sempre agibili, tornare a casa una sera stanco ma contento per aver eliminato qualcuno più anziano e più brutto da veder giocare.


Nei Play Off di A le novità sono almeno due. Insieme ai favoritissimi per la vittoria finale, quei GualaMartin che i bookmakers nemmeno più quotano, si aggiudicano un posto in semifinale anche CaponiZappettini: gli ormai quasi seconda categoria (ma c’è chi sostiene ormai quasi prima, c’è chi sostiene ormai quasi stelle del Padel Tour – ed in entrambi i casi è sempre e solo Caponi a sostenerlo) approfittano delle sconfitte a tavolino di MignoneZucca e si siedono comodi ad aspettare gli avversari. A sfidarli in semi sarà la vincente tra CarpiGiglio e DangelicoScalzi, un match d’altri tempi (nel senso che quando c’erano gli altri tempi erano già tutti e quattro nati), tra pance prominenti e vecchiaie invadenti, collezioni complete di infortuni e cali di forma che durano ininterrottamente da 15 o 16 mesi. Favoritissimi sono ovviamente DangelicoScalzi, capaci di un recupero prodigioso nelle ultime settimane, già finito sotto la lente dell’Antidoping e (pare) anche dell’Inps, quando ormai tutti li davano per sicuri retrocedenti. Molto più cool l’altro quarto di finale: sono tutti magri, alti e belli, ma qualcuno dovrà andarsene a casa tra Mainardi, Pirolo, Zucca e il nuovo arrivato (benvenuto!) Bruschettini, chiamato con i suoi 228 centimetri di apertura alare a non far rimpiangere Mignone. Smoccola il buon Pirolo, che sperava di trovarsi un quarto di finale più morbido, smoccola il buon Mainardi, che sperava di trovarsi un compagno meno scarso e dopo due anni ancora non se ne fa una ragione.

Che succede Pianellas? Alla fine della primavera i bambini terribili stavano lassù lassù, sognando trionfi e sfraceli. Oggi, dopo una serie negativa di 37 sconfitte e il morale sotto i piedi, ad attenderli è la palude dei Play Out. Ad affrontarli Bertolotti e Beltrami, molto più abituati a perdere, molto più avvezzi a lottare su ogni palla. Vincerà chi sbaglierà meno o chi avrà più coraggio? Altra neopromossa, altro quarto di finale: i Coriamoni per garantirsi un altro anno di A dovranno far fuori Pesalovo e Platania, che sembrano attraversare un ottimo momento di forma. Attaccare non se ne parla, ma i PesPla ributtano dall’altra parte ogni palla, fastidiosi come una pec dell’Agenzia delle Entrate, inesorabili come un velox in corso Europa quando hai fretta. Quale carte si giocheranno i Coriamoni? Partita che rischia di durare tra le cinque e le sei ore, con il bel gioco che si vedrà a sprazzi e solo nel campo affianco. Ad attendere l’esito BocchiScimone e BertaCiao, con un piede già nella fossa e l’ansia di giocarsi tutto in uno o due match. I Boccones già la scorsa stagione riuscirono ad agguantare all’ultimo la salvezza, ma ripetersi è sempre più difficile: vedremo come andrà a finire.

“Adesso dobbiamo solo studiare il modo più spettacolare per fallire” è il laconico commento di Magno alla prima piazza in classifica. Tocca il toccabile il suo socio Raineri e attende di sapere con chi sarà la finale. Di fronte in semi le due coppie che più sono cresciute durante la stagione: da un lato gli Ottonati, solidi e freschi come un avocado del discount, dall’altra Maggialetti – forse il più forte giocatore di serie B – accompagnato da un altro, da quello, come si chiama?, quello che gli sta vicino e aspetta che chiuda i punti, quello là – accompagnato da un eccellente Patrone. Chiunque vinca sarà un osso durissimo per i Magneri, chiunque perda sarà di diritto il favorito per la prossima serie B. Dall’altra parte del tabellone, tre storie completamente diverse. Gli underdog del Levante, i fabbri ferrai del golfo, i BacigalupoGramegna che in pochi si aspettavano di vedere lì, chiudono in crescita e si prendono la finale con una vittoria. Chi affronteranno? Furnari e Quartesani sembrano ancora più in crisi dei Pianellas, negli spogliatoi volano stracci e piatti, si parla di divorzio e pare che sul prossimo numero di “Chi?” ci sarà un servizio fotografico su quel mangiauomini di Furnari, beccato a Rossiglione con la prossima fiamma. Cotroneo e Nozza aspettano fiduciosi e certi di giocarsi le loro carte, ma anche il loro cammino ultimamente non è apparso strepitoso: troppi bassi e qualche alto, e una forma non al top potrebbe non bastare con i Furnesani.

Il padel finisce qui, ma resta ancora da vedere la B Cup. “Lo avevo promesso – posta un trionfante Bonelli su tutti i social – e ci siamo riusciti: siamo primi!”: nessuno, pietosamente, gli ricorda che aver finito la stagione per primi non è esattamente un merito, ma tanto vale. Subito fuori, eliminati dai MorettiBros, e ora attenzione all’altro quarto, quello dei sostituiti: torna in campo dopo un’eternità il caro Brutto, di nuovo in coppia con quel Massa che così poche soddisfazioni gli ha regalato, per affrontare la coppia GaleanoRomei. Del giovane ex calciatore si dice un gran bene: riuscirà a far vincere Galeano o anche per lui sarà impresa impossibile? Già in semifinale due coppie con il morale diverso. Per due volte pensava di salire in A senza fatica, per due volte nella polvere: Fugazza rimugina e ripensa, e si ricorda che nel padel la colpa è sempre del compagno. Testa libera e cuore leggero per Agostini e Fimognari. Uno si è appena sposato, l’altro si è appena bevuto una birra: a cose frivole come il padel penseranno dopo, e sempre con il sorriso.

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