Il primo campionato amatoriale di padel a Genova

Il tie break, Lebron e la Cia

C’è chi surfa e c’è chi suda, chi sorride e chi si affanna, chi odia, chi impreca, chi prova la bandeja e chi contesta la battuta, chi posta l’intervista e chi vorrebbe entrare in lista: il variegato mondo Zep si agita e si muove, un mostro che ha più di venti teste ma pochissimo cervello, braccia poco educate e un filo di pancia al girovita.
E ogni tanto qualcuno scende pure in campo. Il giugno più piovoso di sempre mette in mostra qualche partita e qualche dato interessante. Zucca e Mignone, non contenti di essere i grandissimi favoriti secondo bookmakers e addetti ai lavori, decidono di entrare nella storia per i match più lunghi della storia di Zep. Nel primo – andato in scena oltre il tempo massimo della prima giornata – fanno fuori senza tanti complimenti i giovani DoubleP salendo subito al vertice della classifica; ma nel secondo, forse stanchi per il doppio impegno ravvicinato, forse convinti che la matusalemmica età degli avversari li avrebbe oltre modo favoriti, si fanno portare al tie break del primo set dagli OldBoys. Pacemakers e pannolone, Viagra e girello, Dangelico e Scalzi non mollano un centimetro e rimbalzano al mittente ogni palla piovuta nel loro campo: alla fine è 7-6 per gli anziani in più di un’ora di battaglia. Il geriatra, preoccupato, chiede loro di rallentare, e il secondo se lo aggiudicano 6-0 senza storia i Mignuccas. Scade il tempo sull’alba del terzo set e la partita resta in attesa di un’epica conclusione.
Senza dubbio e senza paura sembra essere da un po’ di tempo il motto dei Caglios: il pronostico diceva partita in grande equilibrio e invece Carpi e Giglio (i pluripremiati Tpra, anzi: gli unici vincitori Tpra in questo pittoresco guazzabuglio di padellisti) lasciano solo le briciole ai Grillottos. capaci di collezionare solo 6 game in tre set. Bertolotto lascia l’Arena rabbuiato, rompendo il microfono dell’inviato di Radio Padel; Grillo lamenta immaginari malanni e se la prende con l’umidità, la febbre, il mal di pancia, le cavallette e pure la fame nel mondo. Più o meno in contemporanea un roboante Moretti braccio atomico porta finalmente alla vittoria Caponi, ormai noto in certi ambienti come “L’uomo che esce ai gironi”. MaxMar a gonfie vele, prima vittoria e morale altissimo, mentre per Scimone e Bocchi non resta che recriminare. Si dice che sotto la doccia il primo abbia provato a consolare il secondo: “Come mai non ha fatto i soliti 42 errori a set quel Caponi?” l’amaro ritornello della coppia ancora a zero punti.
E a zero stanno anche i bimbi Zep, la coppia del futuro (che se vanno avanti così, è assai prossimo), i Pesalovo Platania delle speranze finora disattese. Sarà un calendario ostico, sarà l’emozione di misurarsi con gente navigata ed esperta, ma fallita la prima i ragazzi falliscono anche la seconda: Mainardi e Pirolo girano bene, portano via un set facilmente e – incredibile a dirsi! – non si fanno venire il braccino al tie break del secondo. Alla fine è un rotondo tre a zero e quattro punti in classifica: odiare aiuta, e Pirolo affila i denti per i prossimi match.
In attesa di concludere la seconda giornata (pare che Guala sia in missione segreta per la Cia e abbia dovuto per questo rifiutare tutte le proposte di un Castellini in grande forma, ma solo per i primi 25 minuti) sono già partite le febbrili trattative per concordare campi e date della terza. E poi, all’orizzonte, il progetto serie B che in tanti aspettano con ansia: si fanno i nomi di Furnari, di Fugazza, di Patrone. Voci incontrollate dicono che anche Lebron si sia offerto di giocare nella Zep, subito frenato da Caponi: “Il ragazzo è bravino – ha dichiarato a Radio Padel – ma per un braccio come il mio ho bisogno di un giocatore di destra un po’ più forte”

WhatsApp
Facebook
Telegram