Il primo giorno qualcuno che non aveva niente da fare creò Zep. Il secondo giorno ci furono un regolamento e un direttivo, il terzo giorno si formarono le prime coppie, il quarto giorno toccò alle coppie che ancora mancavano e a quelle che già andavano rimpiazzate, il quinto giorno venne aperta una chat e fu un errore, perché il sesto giorno chi aveva ancora meno da fare cominciò con le polemiche. Poi il settimo giorno si iniziò a fare sul serio, qualcuno scese in campo, qualcuno vinse e qualcuno – inevitabilmente – perse, e tutto sembrava andare per il meglio.
Ma loro no. Loro, i campioni in carica, i detentori del titolo, i maestri del 2023, loro rimasero a guardare. E siccome loro, i campioni in carica, i detentori del titolo, i maestri del 2023 rimanevano a guardare, subito altri – meno blasonati, ma ugualmente insubordinati e pure un filo rompicoglioni – decisero di seguirne l’esempio. C’era chi andava in vacanza, chi voleva giocare solo a quell’ora e solo su quel campo, chi bellamente il giorno prima dava buca, chi si lamentava delle palline troppo veloci, del fondo troppo umido, della congiunzione astrale, dell’inflazione, dell’outfit sbagliato di Fugazza. E così Zep languiva, triste come uno Scalzi senza cantieri da guardare, abbandonata come un Tavella che ha perso il suo Pianetta. Insorse il Direttivo, strillò Dangelico parole di fuoco, intascò le quote un Patrone qualunque: nulla cambiò.
Finché, in una serata quasi primaverile, nel cinquantasettesimo giorno del calendario zeppiano, loro tornarono in campo. “Mi è apparso Mignone quella sera – racconterà un incredulo Platania con gli occhi ancora gonfi di lacrime – si è avvicinato a me, avvolto nella luce, pareva danzare sul tappeto rosso di Albaro, il sorriso angelico e gli occhi fissi nei miei. Non ho avuto più timori, ed è stato allora che ho sentito le sue parole: “facciamo pari e dispari per la palla?”. Ho alzato lo sguardo e mi è apparsa la luce”. E così, adesso che quella palla è custodita tra le reliquie più care, adesso che non ci sono più zero nella colonna delle partite disputate, adesso davvero è cominciata Zep.
E quindi datevi una mossa, orrende creature bestiali. Presto cadranno gli strali del Direttivo sui ritardatari, presto pagheranno con le penalizzazioni coloro i quali avranno osato sfidare l’ira funesta dello Scimone. Le classifiche si sgretoleranno, i giganti diventeranno nani, i Bonelli non diventeranno giganti, le genti Cotronee combatteranno contro le tribù Nozziche (ma solo il giovedì ad Albaro altrimenti non ci presentiamo), i Furnari non andranno a divertirsi ai convegni per almeno un mese ma riusciranno comunque a non recuperare neppure un match, gli infermi guariranno (e sarebbe l’ora), i bambini Ottonelli saranno rapitì dai Pirolardi dalle sette teste e dai quattordici tie break. Sette anni di sventura e la radiazione a vita da Zep attende gli infingardi! Abbiate timore e vergogna, maledetti peccatori.
Questo disse il profeta, amen e così sia.