Sorge il sole su un nuovo anno di Zep. Le coppie si moltiplicano come topi di campagna (e spesso quello è il livello del loro padel), il vicepresidente Dangelico sbuffa pensando a tutte le beghe infantili che arriveranno al Direttivo, Pesalovo sputa fuori calendari e classifiche come un vecchio computer Olivetti, il presidente – come sua abitudine – stringe mani, elargisce sorrisi e lascia che siano gli altri a fare il lavoro sporco. Ma ancora manca qualche ora, ancora c’è tempo per guardare indietro, rivedere un anno lungo e avvincente come l’ultima stagione di Milagros, ricordare episodi, coppie scoppiate, premi assegnati, epiche partite giocate alle 21 sotto la pioggia alle Piscine (campo impraticabile secondo gli sconfitti, campo così così secondo i vincitori, campo perfetto e due cinghiali sugli spalti secondo la Questura).
In A, come da pronostico, trionfa Caponi. Lui, da solo, straordinario interprete del miglior padel italiano, lui… Ah no, scusate. Nella finale di Recco, come da pronostico, si impone la coppia più solida di tutta Zep, due che non sono magri, non sono belli, ma tanto non li batti mai: onore a Guala e Martin, sui quali – ovviamente – i bookmakers puntano forte anche per il 2025. Vorrei raccontarvi la finale, palla dopo palla, punto dopo punto: ma è durata talmente poco che non ho fatto in tempo a vederla. Menzione d’onore anche per chi si è arreso in semifinale: i sempre più vecchi e bolsi Carpi e Giglio (100 anni in due quest’anno, e sentirne almeno 150), e l’inedita coppia BruschettiniZucca. Complimenti a Brusche per gli ottimi Play Off giocati (e chissà, magari lo rivedremo in Coppa Asfalto nel 2025), ma in campionato attendiamo tutti con gioia il ritorno di Mignone: lui e Zucca rivivranno i fasti del passato?
Salgono in tre, scendono in tre, ma quasi tutti si dividono. Berta e Ciao chiudono la stagione con grande fair play (ecco, magari anche qualche punto non sarebbe stato male) e sono pronti a rilanciarsi in B con i nuovi compagni. Ciao, Brutto, Fugazza e Furnari già in lizza per il “Premio La vedova allegra” 2025: troveranno stabilità con il terzo compagno in tre anni? Chi resta affiatato e pronto a battagliare per una rapida risalita sono Bocchi e Scimone, una delle coppie più forti di tutta Zep nei primi 19 minuti. Basterà la poca riserva di fiato per vincere qualche partita quest’anno? Sullo spareggio A/B stendiamo un velo. Troppa tensione, troppa ansia nelle coppie, qualche parola di troppo e qualche atteggiamento poco da Zep: perdono tutti, ma le fredde statistiche dicono che Magno e Raineri al tredicesimo tentativo in due anni pescano finalmente la serie A. Il buon Bertolotto si consola: il 2025 riporta al suo fianco il fedele socio Grillo, e già i siti clandestini di scommesse li danno tra i favoriti per la vittoria finale della cadetteria.
I Play Off di B hanno regalato sorprese ed emozioni. Zitti zitti, partendo indietro nella griglia e nei pronostici, Bennati e Ottonello hanno visto sciogliersi intorno a loro coppie più quotate, e hanno conquistato una giusta promozione. Ma poi con la A in saccoccia si sono divisi: troppe aspettative? La certezza di non potersi ripetere? Con grande fair play il giovane Eugenio torna sereno in serie B, scegliendo però come nuovo socio la vecchia volpe Scalzi. Una storica canzone di Guccini per i loro ingressi in campo e tanta curiosità: ammazzeranno la B? Nella rubrica del fair play – di solito vuota – c’è un’altra bella storia da raccontare: volano piatti, stracci e avvocati divorzisti tra Pirolo e Mainardi, ed è quest’ultimo a optare per la B, nell’inedita coppia con Massa. Tra chi si è lasciato, sono da ricordare anche i levantini Bacigalupo e Gramegna: mancherà un po’ a tutti il loro continuo borbottare in stile Sandra e Raimondo.
Ci aspetta una stagione da circa 300 match e quasi 100 zeppari. Salutiamo e ringraziamo chi ha scelto di uscire, come l’ottimo Zappettini, e chi è stato fatto fuori dal compagno; salutiamo quelli di cui non sentiremo la mancanza e quelli che vorremmo rivedere in Zep; salutiamo chi è tornato, come il temibile spacciatore di pale usate Castellini, salutiamo i tanti nuovi che magari saranno curiosi, spaesati, pronti a giocare. Salutiamoli, accogliamoli nella grande famiglia zeppara e rassicuriamoli: quelli un po’ strani qui dentro sono solo sei o sette. Gli altri sono peggio.