Il primo campionato amatoriale di padel a Genova

Moggi, gli anziani e i surfisti

Smise la pioggia e finalmente il campo parlò.
In attesa del big match di giornata, che vedrà presto opporsi i giovani e affiatati Bertolotto e Grillo da una parte e i temuti e coriacei Mainardi e Pirolo dall’altra, sono già tre le partite andate in scena.
Sul veloce di Recco si disputa la sfida tra la coppia dei vecchietti Dangelico e Scalzi (circa 235 anni in due) e quella degli sposini Caponi e Max Moretti, messi insieme forse dal destino, forse dall’amore, forse dalle macchinazioni di Pirolo. Una luna di miele iniziata male, però: gli anziani sfruttano l’esperienza, giocano gagliardi come neanche un traffico illecito di Cialis e dimostrano sangue freddo nel chiudere i punti decisivi. Ma dopo aver portato a casa i primi due set cedono in lucidità e determinazione, e la strana coppia MarMax conquista un set e un punto in classifica. Caponi con grande fair play nelle interviste di fine gara si complimenta con gli avversari, ma c’è chi giura (un certo Pasquale P.) di avergli sentito dire “è tutta colpa del mio compagno, lo dicevo io che dovevo giocare a destra e non a sinistra”.
Quasi in contemporanea sul campo umido e lento di Albaro scendono in campo Carpi e Giglio contro Castellini e Mau Moretti. Prestazione grigia per tre giocatori su quattro, si salva solo uno scintillante Castellini (“si è mosso più stasera che nelle ultime 12 partite” la chiosa polemica del suo compagno), ma la prova di Super Titto non basta: dimostrando di saperla portare a casa anche quando lo spettacolo latita, i Caglios si impongono per 3 set a 0. Giglio per festeggiare si dedica allo shopping selvaggio e compra subito una pala nuova, Carpi per festeggiare continua a molestare tutti con le sue interviste.
Passano un paio di giorni ed entrano in scena altri quattro gladiatori (quattro abbelinati nella definizione più carina di mogli e compagne). Ancora ad Albaro, ma questa volta per un match tirato dal primo all’ultimo quindici: Scimone-Bocchi e Ciao-Guala se le danno di santa ragione, tra break, belle giocate ed errori clamorosi. A vincere alla fine saranno i secondi, grazie alle giocate di Guala (“sembra un vero giocatore di padel, non come il mio socio” pare abbia scritto Scimone al suo amico Simone G. a fine partita) e a un calo fisico che penalizza gli SciBos nel secondo set. Quattro punti in classifica e la prima domanda che aleggia nel gruppo: saranno il surfaro e il suo socio le vere sorprese del torneo?
Non lo sappiamo, come non sappiamo quando scenderanno in campo gli ultimi quattro. Voci non verificate dicono che Pesalovo, stremato dai continui rifiuti, abbia proposto agli avversari anche un campo dalle 2 alle 3,30 del mattino a Serra Riccò. Senza fortuna. Così, mentre qualche forcaiolo già chiede penalizzazioni e ammende per i ritardatari, cresce l’attesa per vedere se davvero Mignone e Zucca rispetteranno i pronostici dei bookmakers, che li danno per superfavoriti della ZepCup. Con buona pace di Moggi Pirolo, che dopo aver architettato l’impossibile pur di prendersi come compagno Mainardi, ora sta cercando un arbitro da chiudere negli spogliatoi o un guardalinee da corrompere.

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